Premio Girati, XIX edizione, recensione

OSPITI DEGLI "AMICI DELLA MUSICA" DI MIRANDOLA GIOVANI PROMESSE DEL CONCORSO "GIORGIO GIRATI"
di Lisa Menditto

Anche quest'anno come lo scorso, il turno di "Mirandola Classica... Estate" degli "Amici della Musica" è arrivato e incominciato con il concerto dei finalisti regionali premiati alla Borsa di Studio "Giorgio Girati", un consueto appuntamento e una importante manifestazione senza gemelli per giovani strumentisti a fiato. In rapporto al 2017, si è verificato quest'anno un aumento dei vincitori di un ulteriore, con un conseguente raggiungimento di otto selezionati, quasi certamente a segnalare un concorso sempre in crescita dal punto di vista della preparazione dei suoi concorrenti. Giovedì 14 giugno al Foyer del Teatro Nuovo a Mirandola il presidente della Commissione giudicatrice Luigi Girati, in evento ospitato dall'Associazione, ha presentato le giovani promesse della scoccata XIX edizione di tale concorso: un giovanissimo Marco Rustichelli della categoria A (minori di 17 anni), trombettista mirandolese, si è aggiudicato il titolo di premio speciale di giuria a fronte di un'altra differenza positiva dalla precedente e benfatta XVIII manifestazione, allievo di Enrico Malagoli della Fondazione Scuola di Musica "Carlo e Guglielmo Andreoli" di Mirandola, la quale risponde di prassi allo svolgimento dello spettacolo con la propria collaborazione insieme a quella della Regia Accademia Filarmonica di Bologna. Il terzo premio della suddetta categoria è stato conferito al cornista e modenese Giovanni Campanardi, il secondo al fagottista di Parma Enrico Bassi e a Elena Malservigi, oboista bolognese, il primo; terzo premio (ex aequo) della categoria B (minori di 22 anni) assegnato al trombettista Gerardo Gianolio di Reggio Emilia, terzo premio (ex aequo) alla flautista carpigiana Alice Lessmann, attribuito il secondo al sassofonista di Ferrara Filippo Pavanini e il primo a Lorenzo Fantini fagottista di Pesaro. All'accompagnamento pianistico principale di Mari Fujino, si è unito anche quello di Velislava Stefanova e Martina Cavalieri. Una passione inseguita per la passione stessa, senza secondi intenti aggiunti, è la pura salvaguardia, oggi, della cultura, la quale è forse e paradossalmente la più esposta all' "emarginazione"; ecco perché, a questi giovani musicisti, validi e capaci, non serve dirlo, a loro come ai tanti altri che intraprendono questo percorso fatto di ammirevoli propositi, auguriamo un futuro pieno di grandi soddisfazioni.

IMG 8279 ridotta per sito

Prima assoluta per la Prosopopea di Ludovico Pico, 3 giugno 2018

DAGLI "AMICI DELLA MUSICA" UN'IMPRONTA MIRANDOLESE DOC NELLA PRIMA ASSOLUTA
di Lisa Menditto

«Credetemi mortali, le anime sopravvivono dopo la morte». Ebbene, esatto o errato che sia, nella sua Prosopopea Ludovico Pico è "risorto". Domenica 3 giugno un'opera musicalmente straordinaria, neo-nata ma già suggestiva, ha fatto capolino sul palco della "Montalcini" per la sua prima esecuzione assoluta. Un evento realmente importante, simbolico e culturalmente significativo per la Città dei Pico, non per nulla degli "Amici della Musica" di Mirandola che del compositore e concittadino Andrea Secchi hanno offerto una novità musicale meritevole dell'attenzione di tutti, anche nel tempo a venire. Introdotto dal conduttore Daniele Rubboli e dall'intervento di Renata Bertoli del Centro Internazionale di Cultura "Giovanni Pico della Mirandola", questo fiore all'occhiello ha visto tramutarsi in un potente melologo la leggenda del fantasma di Ludovico Pico, non solo in seguito a un accurato lavoro di composizione musicale del grande Secchi ma anche dopo la traduzione e revisione di Bruno Andreolli e della stessa Bertoli dal testo latino e originale di Baldassarre Castiglione. Un prodotto artistico divulgato insieme a un arricchimento visivo degli acquerelli della mirandolese Leila Bergamini e mirato alla realizzazione musicale e vocale che ha intensamente impegnato in assoluto i primi interpreti della Prosopopea: la voce recitante di Alessandro Tampieri, che ha raggiunto in crescendo un impatto molto convincente nelle sezioni maggiormente vigorose, seguiva la potenza emotiva del primo pianoforte a eseguire lo spartito di Andrea Secchi, quello del Maestro Lucio Carpani, che invece ha dato parola ai sentimenti e alle atmosfere proprie del mito mirandolese attraverso la musica con la sua prestazione maiuscola e padronanza virtuosa. In un connubio tra "vergine" e già noto, con basi di elementi mistici e storici in comune, il palcoscenico si è "allargato" per l'esecuzione di alcuni dei brani principali da "Don Carlo", "Macbeth", "Ernani" di Giuseppe Verdi, da "Norma" di Vincenzo Bellini e del pezzo "Le rendez-vous de chasse" di Giocchino Rossini. Protagonisti di questo bel "atto" del concerto sono stati i validi tenore Simone Mugnaini e basso Paolo Battaglia, un ottimo quartetto di corni composto da Maurizio Cavallini, Benedetto Dallaglio, Emiliano Frondi e Alessandro Marino, i cori "Città di Mirandola" e "G. Rossini" di Modena diretti da Luca Saltini; ritrovati al pianoforte e alla conduzione rispettivamente Lucio Carpani e Daniele Rubboli. Un importante intervallo è stato costituito dalla premiazione delle migliori recensioni edite dai selezionati del progetto Studenti all'Opera degli "Amici della Musica" di Mirandola, che riconoscono mediante una Borsa di Studio lo spirito critico e osservativo dei ragazzi delle scuole medie e superiori del territorio accompagnati ogni anno dall'Assocazione alle prove generali delle opere liriche in teatro. I vincitori di Studenti all'Opera 2018: aggiudicatosi il primo premio Pierfilippo Tortora, secondo premio a Miriam Treglia, terzo premio a Eleonora De Luca e menzione di merito per Leonora Prenga. Un evento ben riuscito per un pubblico altrettanto soddisfatto; Mirandola sappia render grazie all'esistenza di momenti come questi.

IMG 8061 ridotta per sito

Una settimana musicale, la conclusione - 29 aprile 2018

IMG 7647 piccola

CONCLUSA LA SETTIMANA MUSICALE DEGLI "AMICI DELLA MUSICA" DI MIRANDOLA: SI RICORDA COME UNA DATA DALL'INCOMPARABILE VALORE


I Solisti dell'Orchestra Alla Scala, una mostra mai allestita prima sul territorio dedita a Mario Del Monaco, spezzoni della vita di questo grande tenore scomparso raccontati dalla sua voce in un filmato speciale, la pubblicazione di un inedito libro sulla Civiltà Contadina Italiana di Daniele Rubboli, concerti lirici con ottimi interpreti e musica determinati nel sensibilizzare al sapere dell'Opera anche i più giovani studenti mirandolesi, hanno fatto della settimana dal 22 al 29 aprile un'esperienza incredibile progettata dagli "Amici della Musica" di Mirandola. Affermatasi di grandissimo valore intrinseco, tale iniziativa di carattere storico oltre a musicale si è conclusa domenica 29 aprile, in occasione di un concerto presso l'Aula Magna "Rita Levi Montalcini" dove ricordo e tempo corrente si sono mescolati l'uno con l'altro. "I Magici anni al grande Teatro dell'Opera, con Mario del Monaco, Maria Callas e Renata Tebaldi" si ricorda come uno spettacolo lirico di intrecci musicali fra tuffi nel passato e salti nel presente: un immediato merito aggiunto alla Città di Mirandola con la voce del soprano Gianna Paltrinieri e a Finale Emilia di Modena con quella tenorile di Arrigo Pola, in una retrospettiva dei primi anni del '900, poi le belle voci dal vivo del soprano Mariska Bordoni, del mezzosoprano Erica Cortese e del baritono Marzio Giossi esibitisi su arie dalle opere Bohème, Faust, Norma, Italiana in Algeri, Andrea Chénier, Otello, Rigoletto, Don Giovanni e accompagnati dall'interpretazione pianistica del Maestro Lucio Carpani al quale Mirandola, da molto tempo ogni anno, deve il suo riconoscimento per sentire suonare e vedere diffondersi nella cittadina la maggiore musica dall'Opera lirica. Al termine di un indimenticabile ed emozionante momento di condivisione culturale tra storie di epoche e artisti passati e musica, l'Associazione porge un sincero ringraziamento a Odino Marcon per aver reso possibile l'allestimento settimanale della bellissima esposizione fatta di oggetti, documenti, costumi originali giunti da un lungo viaggio che ha portato a Mirandola, in una impareggiabile iniziativa degli "Amici della Musica", il grande Mario del Monaco.

Molto più che sui banchi di scuola, giovedì 26 aprile 2018

WhatsApp Image 2018 04 26 at 18.22.00 1

MOLTO PIÙ CHE SUI BANCHI: IL LATO D'ORO DELLA CULTURA NELLA CONFERENZA E CONCERTO LIRICO PER GLI STUDENTI A CURA DEGLI "AMICI DELLA MUSICA" DI MIRANDOLA


"Siamo qui per mandare un messaggio; dunque, spegnete i cellulari". Così ha esordito Daniele Rubboli, scegliendo di dare subito l'idea, per mezzo del suggerimento di un semplice gesto di civiltà, del grado di importanza che essa svolge e ha svolto sin dalle origini. L'evento "Mario del Monaco e il melodramma nella società contadina", pensato dagli "Amici della Musica" di Mirandola per gli studenti delle scuole secondarie superiori, ha racchiuso molto di ciò che non si assimila sui banchi e in nessun'altro modo se non vivendolo personalmente o avendo la fortuna di sentirselo raccontare. In un un'unica data, Giovedì 26 aprile, e in un luogo come l'Auditorium "Rita Levi Montalcini" meno somigliante all'aula dove sono soliti ad apprendere, gli studenti degli istituti scolastici mirandolesi hanno imparato che è stata la Civiltà Contadina Italiana ad aver fatto la storia dell'Opera Lirica, che un tempo è vissuto nel loro Paese un personaggio importante come il tenore Mario del Monaco ed hanno potuto ascoltare buona musica, per una formazione propria di quel tesoro della cultura che l'Associazione è fermamente convinta sia meritevole anche di grande sforzo e impegno per essere trasmessa. E qual è modo più diretto se non quello da giovane in giovane; il Coro Giovanile "Augusta", primo a chiamare l'attenzione, accompagnato al pianoforte e diretto dal Maestro Lucio Carpani, ha relagato cinque brani tra cui un'incantevole "Medhel an Gwyins" (brano tradizionale dei minatori della Cornovaglia) per la bellissima voce solista di Olga Rodideal. Presenti ed esibitisi al concerto anche il soprano Mariska Bordoni e il tenore Davide Zaccherini, ascoltati con piacere nelle rispettive parti solistiche e duetto. Sino alla fine dell'evento, la parola è poi stata data a Mario del Monaco, il tenore scomparso ma rivissuto nel profondo documento-video originale e inedito proiettato grazie all'uomo che più di ogni altro, in quella sala dell'Auditorium, lo teneva nel cuore: Odino Marcon. Ospite speciale degli "Amici della Musica" di Mirandola, ha voluto condividere i ricordi del suo mentore con il pubblico, attraverso la proiezione ma anche con l'allestimento di una mostra sul personaggio di Mario eloquente come poche. Imparare emozionandosi è forse una prerogativa riservata là dove splendide conoscenze non possono essere apprese in modo ordinario e là dove è possibile farle oggetto di preziosi incontri per gli studenti, come quello di giovedì 26 aprile a Mirandola, dove alla cattedra erano gli "Amici della Musica", grandi insegnanti.


I solisti della Scala a Mirandola, la recensione - 22 aprile 2018

IMG 7604 piccola

DA MILANO, I SOLISTI DELL'ORCHESTRA DEL TEATRO ALLA SCALA OSPITI DEGLI "AMICI DELLA MUSICA" DI MIRANDOLA

È stato un raro privilegio quello di accogliere in Auditorium "Rita Levi Montalcini" a Mirandola le prime parti solistiche dell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. I solisti hanno preso parte sul palcoscenico di via 29 maggio, lo scorso 22 aprile, per un concerto a cura degli "Amici della Musica" di Mirandola che hanno dedicato loro una data importante all'interno della nona edizione del cartellone musicale di "Mirandola Classica". Interpreti inauguratori di una settimana di eventi dell'Associazione che unisce in singole date fattori nel contempo di carattere storico e musicale, come la Mostra sul tenore Mario del Monaco aperta sino a domenica 29 aprile, il flautista Andrea Manco, l'oboista Fabien Thouand, il clarinettista Fabrizio Meloni, il fagottista Gabriele Screpis e il cornista Jorge Monte de Fez hanno eseguito preziosi spartiti di W. A. Mozart, F. Poulenc e G. Gershwin. Ad accompagnare il quintetto è stato un altro nome saliente del panorama musicale, e più precisamente pianistico, il M° Takahiro Yoshikawa, già ospite degli "Amici della Musica" di Mirandola in una precedente stagione concertistica e riascoltato con molto piacere. Dal "Quintetto per pianoforte e fiati" K452 in mi bemolle maggiore di Mozart, ora intimo ora più animato, a un a tratti quasi jazzista "Sestetto per pianoforte e fiati" di Poulenc, passando per la Suite dall'opera "Porgy and Bess" di Gershwin, arrangiata per fiati, i solisti hanno saputo indubbiamente soddisfare il proprio pubblico e non hanno mancato di innalzare ancor più il vanto mirandolese degli "Amici della Musica", ben capaci di instaurare, con la cultura, legami con persone e storie che varcano ogni confine.

Roberto Cappello per Mirandola Classica, un'intervista al maestro

2013.12.15 concerto maestro Cappello

Domenica 13 maggio 
alle ore 17.00 l'Associazione Culturale “Amici della Musica” di Mirandola,  presso l'Aula Magna "Rita Levi Montalcini" in via 29 Maggio, ospiterà l'acclamato pianista Roberto Cappello, già ospite nel 2013, che tornerà nella cittadina per emozionare il pubblico proponendo un Recital sulle note di P. Tchaikovsky e G. Gershwin, con Le stagioni op.37a, Un americano a Parigi e Rapsodia in blu. Concertista tra i più apprezzati nonché giudice di concorsi pianistici nazionali ed internazionali, il Maestro farà uso della sua tecnica straordinaria e della sua sensibilità artistica per rivelare quel punto di congiunzione fra la Russia e gli Stati Uniti che farà sembrare i due mondi musicali non così lontani. I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria dell'Aula Magna il giorno stesso dello spettacolo a partire da mezz'ora prima del suo inizio; visti i posti numerati, sono disponibili le prevendite presso la sede degli Amici della Musica in via Castelfidardo 40 a Mirandola, tutti i venerdì e sabato dalle 10 alle 12. Per informazioni: cellulare sede 3278109081 (in orari d'ufficio) -  www.amicidellamusicamirandola.it - info@amicidellamusicamirandola.it


Abbiamo colto l'occasione per parlare con il Maestro in previsione del concerto.

Il programma che ci propone vede l'accostamento di due compositori, Tchaikovsky e Gershwin, appartenenti a due mondi in apparenza molto lontani come la Russia e gli Stati Uniti. Qual è il punto di contatto, cosa li accomuna? Ci parli della sua scelta.

Parliamo di una musica molto descrittiva. Le didascalie che accompagnano ogni singolo brano di Le stagioni di Tchaikovsky, ad esempio, dimostrano da subito il tentativo di una narrazione molto esplicita. Altrettanta trasparenza d'intenzione la si trova nei due brani di Gershwin che considero essere i capolavori dell'opera del compositore: egli manifesta chiaramente la volontà a rievocare circostanze precise. Vi è pertanto questo comune denominatore che consiste nel voler raccontare la musica e, per mezzo di essa, la vita.



Si è già esibito a Mirandola per la nostra stagione nel dicembre del 2013, quando la nostra cittadina stava ancora riprendendosi dall'evento sismico dell'anno precedente. Che ricordi conserva di quell'occasione e cosa rappresenta per lei tornare a Mirandola?

Custodisco un bellissimo ricordo; venni accolto dagli organizzatori con tanto calore e gentilezza. Durante la cena che seguì il concerto potei riscontrare una grande serenità e positività nelle persone, nonostante fossero state colpite dal tragico evento del terremoto l'anno prima. Coglievo nei volti il desiderio di una rinascita sotto tutti i punti di vista, e questo fu per me una lezione di vita. È bello poter ritornare a distanza di tempo e confermare un percorso che Mirandola, anche a fronte di tanti sacrifici, sta tenendo in piedi magnificamente.



Alla carriera concertistica ha affiancato per sei anni l'incarico di direzione del Conservatorio A. Boito di Parma dal 2010. Cosa ha rappresentato per lei essere alla guida di una così importante istituzione in un momento delicato per la cultura musicale in Italia?

Muoversi nell'ambito della cultura musicale italiana è estremamente complicato e difficile, in quanto tutto ciò si scontra spesso con quelli che sono i riferimenti politici. Il nostro Paese è una riserva di illimitate risorse culturali, ma purtroppo le dinamiche politiche spesso mettono più che mai il bastone tra le ruote. Essere alla direzione del Conservatorio di Parma per sei anni è stata un'esperienza importante che mi ha arricchito umanamente, specialmente a seguito del farsi carico di grandi responsabilità. Abbiamo fatto grandi cose e tra queste anche l'attivazione di corsi triennali di laurea di primo livello rivolti alla musica pop. Fu una grande novità.



Qualcosa di più personale sul suo essere artista: cosa si prefigge di trasmettere maggiormente al pubblico quando si esibisce?

Considero l'arte una simbiosi reciproca tra l'artista e il fruitore. All'emozione non ci si arriva attraverso il procedimento tecnico; la tecnica è certamente importante ma è necessario che l'artista senta viva l'emozione dentro di sé per poterla diffondere al pubblico, diversamente non ci può essere trasmissione di alcun sentimento. Ho sempre pensato che se sono il primo ad emozionarmi quando suono, allora so che esiste una stessa sensazione estensibile a chi mi ascolta.



150 dalla morte di G. Rossini, con lo Stabat Mater a Mirandola

INAUGURATA LA RASSEGNA CONCERTISTICA "MIRANDOLA CLASSICA – 2018" DEGLI "AMICI DELLA MUSICA" CON LO STABAT MATER DI GIOACCHINO ROSSINI
di Lisa Menditto

È stata una riapertura importante quella segnata dagli "Amici della Musica" di Mirandola, l'Associazione Culturale che domenica 25 marzo ha dato l'avvio ufficiale alla prosperosa rassegna di "Mirandola Classica - 2018": un programma di esclusivi progetti concertistici, discografici, didattici e di contributo storico oltre a musicale, definito con cura e pronto a contraddistinguere e ad abbracciare l'intero anno. Se la melodia verdiana aveva saputo concludere egregiamente il 2017, quella di Gioacchino Rossini ha rialzato il sipario sul 2018 con un risultato altrettanto notevole, segno di prova della mantenuta promessa di proseguire nel sostenimento e nella promozione continua ed esclusiva della musica più illustre. Con lo Stabat Mater, l'Associazione ha scelto di portare la rarità sul palcoscenico dell'Auditorium "Rita Levi Montalcini" fin dal primo appuntamento. Offerto all'ascolto è stato infatti uno dei componimenti simbolo della potenza rossiniana, commemorata in occasione dei 150 anni dalla morte del compositore ed interpretata da un insieme di esecutori autori di prestazioni sempre di grande effetto sulla scena della cittadina e non solo: cori "Città di Mirandola" e "G. Rossini" di Modena, Cristina Barbieri (soprano), Marta Moretto (mezzosoprano), Domenico Menini (tenore), Francesco Ellero D'Artegna (basso), duo pianistico Maestri Lucio Carpani e Francesca Fierro, direttore Luca Saltini. Proposto dalla professionalità del cast nel prezioso adattamento di C. Czerny, che trascrisse la variante per pianoforte a quattro mani del componimento poetico musicale liturgico di Rossini, lo Stabat Mater ha contrassegnato un esordio nel nuovo anno decisamente positivo per l'Associazione; in risposta all'entusiasmo del pubblico, è stata eseguita in aggiunta al programma del pomeriggio anche la bellissima aria "Dal tuo stellato soglio" dall'opera "Mosè" del compositore commemorato. Si è così confermato il rilievo rivestito sul territorio dall'attività culturale dell'Associazione, che trova continuamente il caposaldo nell'unicità dei suoi eventi.

IMG 7485 piccola per sito

BANDO PER LA BORSA DI STUDIO "STUDENTI ALL'OPERA"


Il progetto "STUDENTI ALL'OPERA" dell'Associazione, con la quale moltissimi studenti delle scuole medie e superiori assistono alle prove generali delle opere liriche in storici teatri come il Teatro Filarmonico di Verona, include una BORSA DI STUDIO per il MIGLIORE ELABORATO scritto di recensione\commento di un'opera vista.

Gli elaborati, verso la fine dell’anno scolastico, verranno tutti valutati da una giuria esperta nel campo musicale e giornalistico: i vincitori riceveranno Borse di Studio per un valore totale di 1000 euro e saranno premiati in occasione di un prestigioso evento concertistico realizzato all'interno della stagione musicale a Mirandola.

NOTA BENE: l’Associazione si riserva di diminuire l’entità monetaria della Borsa di Studio in caso l’iniziativa non abbia un sufficiente numero di partecipanti o nel caso gli elaborati non siano ritenuti qualitativamente sufficienti per la premiazione. 

E’ obbligatorio scrivere la recensione?
No, è possibile anche solo venire ad assistere l’opera, ma riteniamo che avere un modo per riflettere, scrivendo, dopo la visione dello spettacolo possa darvi modo di capire ancora più a fondo ciò che avete visto e la sua importanza.
Con questo concorso non cerchiamo grandi artisti del calamaio, ma giovani appassionati che amano apprendere cose nuove, che sanno emozionarsi e vogliono trasmettere agli altri qualcosa di sé attraverso l’ascolto e la testimonianza della musica. La musica fa parte della nostra identità, è ciò che siamo: perché non cercare di comprenderla per capire un po’ di più anche chi siamo noi?

REGOLAMENTO DELLA BORSA DI STUDIO
Ogni recensione deve avere una lunghezza indicativa di 5000 battiture (spazi compresi) e deve avere un breve titolo: il tutto deve essere inviato tramite posta elettronica come allegato (file Word) all’indirizzo info@amicidellamusicamirandola.it. Consigliamo di inviarla entro 10 giorni dalla data dello spettacolo a cui si riferisce. Nel corpo della mail specificare il proprio nome e cognome, la classe e la scuola di appartenenza e l’opera lirica a cui si riferisce la recensione.

L’elaborato scritto deve essere una riflessione in merito all’opera lirica vista (nelle sue varie componenti: musicali, allestimento, interpretazione dei cantanti, costumi e così via) e alle tematiche inerenti ad essa. Tale riflessione deve essere necessariamente di carattere soggettivo sull’esperienza vissuta e dare risalto all’impatto emotivo avuto durante lo spettacolo.
Inoltre la riflessione deve prendere in esame, più genericamente, l’importanza del teatro e del fatto che i giovani lo frequentino: può essere ancora moderna la musica lirica? Perché dovrebbe essere maggiormente frequentata dai giovani?
Il M° Lucio Carpani è a disposizione per qualsiasi chiarimento o spiegazione riguardo alle opere e vi invitiamo a contattarlo via mail all’indirizzo info@luciocarpani.it.

Il Nabucco degli Amici della Musica di Mirandola, la recensione

NABUCCO CONCLUDE IL DENSO ANNO DEGLI AMICI DELLA MUSICA DI MIRANDOLA E IL PENSIERO GUARDA GIA' AL 2018
di Lisa Menditto

Ha chiuso con un cast eccezionale il ricco anno associativo degli Amici della Musica di Mirandola. A salutarlo egregiamente è stato Nabucco, il dramma lirico verdiano che l'Associazione ha proposto al suo pubblico in forma di selezione da concerto il pomeriggio di domenica 10 dicembre. Nell'ormai familiare Auditorium Rita Levi Montalcini di via 29 Maggio, con il microfono della conduzione ferrata nelle mani del grande Daniele Rubboli, la storia del Re di Babilonia si è vista percorrere accuratamente e con magnetismo in tutti e i suoi quattro atti. Dopo la sinfonia d'introduzione fatta echeggiare a quattro mani dai Maestri Lucio Carpani e Luca Saltini, che hanno conferito da subito la giusta atmosfera, ad avverare ciò che dell'opera veniva narrato sono stati i cantanti Maria Simona Cianchi, Christine Knorren, Domenico Menini, Marzio Giossi e Francesco Ellero d'Artegna, i quali hanno alternato sulla scena con diverse interpretazioni e tanta bravura vocale i rispettivi personaggi di Abigaille, Fenena, Ismaele, Nabucco e Zaccaria. Tutta la responsabilità di un'orchestra per l'intero decorso del concerto nel pianoforte del Maestro Lucio Carpani, filo conduttore per musica e voci, quest'ultime trovanti ampliamento e arricchimento nei coristi dei fondamentali Coro Città di Mirandola e Corale Rossini di Modena, diretti da Luca Saltini. Arie tutte significative quelle intonate dai cori e dal cast: si ricordano fra le più sentite il Va Pensiero e Dio di Giuda. Ma l'attenta cura dello spettacolo non si è trattenuta solo alla professionalità musicale e vocale; anche l'aspetto visivo ha saputo appagare la platea di spettatori degli Amici della Musica con le belle immagini e l'impianto di luci gestiti da Augusto Longhini e Antonio Buoli, tecnico dell'Auditorium e vice-presidente degli Amici della Musica. A suon di applausi entusiasti si è così concluso quello che davvero è stato per l'Associazione un anno ricco di emozioni. Gli Amici della Musica di Mirandola ringraziano tutti i soci e simpatizzanti per aver reso possibile la realizzazione degli eventi e augurano un buon Natale e un piacevole inizio d'anno nuovo, al quale l'Associazione dà il prossimo appuntamento per continuare a promuovere sempre e solo la più bella musica. 

IMG 7108 piccolaIMG 7111 piccolaIMG 7161 piccolaIMG 7133 piccola

Nabucco per la chiusura del 2017

NABUCCO CONCLUDE IL DENSO ANNO DEGLI AMICI DELLA MUSICA DI MIRANDOLA E IL PENSIERO GUARDA GIA' AL 2018
di Lisa Menditto

Ha chiuso con un cast eccezionale il ricco anno associativo degli Amici della Musica di Mirandola. A salutarlo egregiamente è stato Nabucco, il dramma lirico verdiano che l'Associazione ha proposto al suo pubblico in forma di selezione da concerto il pomeriggio di domenica 10 dicembre. Nell'ormai familiare Auditorium Rita Levi Montalcini di via 29 Maggio, con il microfono della conduzione ferrata nelle mani del grande Daniele Rubboli, la storia del Re di Babilonia si è vista percorrere accuratamente e con magnetismo in tutti e i suoi quattro atti. Dopo la sinfonia d'introduzione fatta echeggiare a quattro mani dai Maestri Lucio Carpani e Luca Saltini, che hanno conferito da subito la giusta atmosfera, ad avverare ciò che dell'opera veniva narrato sono stati i cantanti Maria Simona Cianchi, Christine Knorren, Domenico Menini, Marzio Giossi e Francesco Ellero d'Artegna, i quali hanno alternato sulla scena con diverse interpretazioni e tanta bravura vocale i rispettivi personaggi di Abigaille, Fenena, Ismaele, Nabucco e Zaccaria. Tutta la responsabilità di un'orchestra per l'intero decorso del concerto nel pianoforte del Maestro Lucio Carpani, filo conduttore per musica e voci, quest'ultime trovanti ampliamento e arricchimento nei coristi dei fondamentali Coro Città di Mirandola e Corale Rossini di Modena, diretti da Luca Saltini. Arie tutte significative quelle intonate dai cori e dal cast: si ricordano fra le più sentite il Va Pensiero e Dio di Giuda. Ma l'attenta cura dello spettacolo non si è trattenuta solo alla professionalità musicale e vocale; anche l'aspetto visivo ha saputo appagare la platea di spettatori degli Amici della Musica con le belle immagini e l'impianto di luci gestiti da Augusto Longhini e Antonio Buoli, tecnico dell'Auditorium e vice-presidente degli Amici della Musica. A suon di applausi entusiasti si è così concluso quello che davvero è stato per l'Associazione un anno ricco di emozioni. Gli Amici della Musica di Mirandola ringraziano tutti i soci e simpatizzanti per aver reso possibile la realizzazione degli eventi e augurano un buon Natale e un piacevole inizio d'anno nuovo, al quale l'Associazione dà il prossimo appuntamento per continuare a promuovere sempre e solo la più bella musica. 

IMG 7108 piccolaIMG 7111 piccolaIMG 7123 piccolaIMG 7125 piccolaIMG 7128 piccolaIMG 7133 piccolaIMG 7143 piccolaIMG 7147 piccolaIMG 7150 piccolaIMG 7156piccolaIMG 7161 piccola

Ricordando Luciano Pavarotti

GLI AMICI DELLA MUSICA CONCRETIZZANO IL DESIDERIO DEL MAESTRO LUCIANO PAVAROTTI IN UN GRANDE CONCERTO IN SUO ONORE
di Lisa Menditto

Negli ultimi istanti della sua vita, il Maestro Luciano Pavarotti spese il poco fiato a disposizione per esternare la propria speranza di essere rammentato come cantante d'Opera. E così gli Amici della Musica di Mirandola, con un grande concerto in onore del tenore che ha dipinto con successo il tardo pomeriggio di Domenica 29 Ottobre in Auditorium "Rita Levi Montalcini", hanno voluto evocare nel migliore dei modi, in occasione dei dieci anni dalla sua scomparsa, l'aspetto a loro più caro e più importante del Maestro fra quelli che lo hanno contraddistinto, in conformità con il suo desiderio; non a caso, amici della musica sì, ma principalmente di quella più bella: la lirica. Per il caro Luciano un evento di massima qualità e di grandi ospiti: la presenza di Adua Veroni, prima moglie di Pavarotti e amica di vecchia data del Presidente del circolo Milton Marelli, e quella di Micaela Magiera, figlia del soprano Mirella Freni, hanno segnato una fase di grande orgoglio nella storia e nella vita attiva dell'associazione e ne hanno valorizzato l'ininterrotto impegno con il loro sincero intervento di riconoscenza sul palcoscenico. La grandezza dell'evento è stata generata inoltre dalla rigorosa selettività con la quale sono state scelte sole presenze dall'elevate capacità e dalla determinante esperienza. Si parta con un devoto riferimento a Daniele Rubboli, al timone del concerto con la sua impareggiabile conduzione; da lui preannunciate le ottime prestazioni dei cantanti Sergio Escobar, Cristina Barbieri, Cristina Melis e Francesco Ellero D'Artegna, rispettivamente tenore - direttamente dalla Spagna – soprano, mezzosoprano e basso. Ad accompagnarli al pianoforte per tutta la durata dell'evento il Maestro Lucio Carpani, grazie al quale si sono potuti considerare, come si suole dire, in ottime mani. Ad arricchire ulteriormente il palcoscenico anche il Coro Città di Mirandola e la Corale Rossini di Modena, diretti dall'esperto Direttore Luca Saltini. E come chi ha seguito gli appuntamenti dell'associazione abbastanza da poterlo constatare, l'alta qualità per gli Amici della Musica di Mirandola è una priorità anche e soprattutto nel repertorio offerto al loro pubblico: l'Overture da 'Carmen' e il Preludio da 'Traviata' in due performance per pianoforte a quattro mani dei Maestri Lucio Carpani e Luca Saltini hanno dato inizio alle rispettive parti del concerto anticipando le esibizioni soliste o in concomitanza con i cori che hanno incluso arie come Habanera da 'Carmen', Sì, mi chiamano Mimì da 'La Bohème', Ah sì ben mio dal 'Trovatore', Gli arredi festivi... sperate o figli da 'Nabucco', Un bel dì vedremo da 'Madama Butterfly', da 'Pagliacci' Vesti la giubba e gli immancabili Va Pensiero con profezia da 'Nabucco' e da 'Tosca' E Lucevan le stelle, una fra le arie più evocative del Caro Luciano per il quale un Auditorium gremito si è raccolto nell'emozione; e così il  grande Maestro Luciano Pavarotti da lassù, tra le luccicanti stelle, ha potuto percepire la devozione di quegli Amici che lo ricorderanno sempre in rispetto del suo volere.
IMGP7036 piccola
IMGP7039 piccola

Ayumi Matsumoto per la chiusura di Mirandola Classica Estate 2017

'MIRANDOLA CLASSICA – ESTATE' SI CONGEDA CON L'ULTIMO VALENTE CONCERTO DELLA RASSEGNA E DA' APPUNTAMENTO AL PROSSIMO ANNO
di Lisa Menditto

Giovedì 14 Settembre gli Amici della Musica di Mirandola hanno aperto le porte del Foyer del Teatro Nuovo, per l'ultima volta in questa ormai trascorsa estate, portando a termine il loro viaggio all'interno della rassegna concertistica iniziata a metà Giugno. 'Mirandola Classica' ha difatti rappresentato un'esponente di musica di grande valore per diverse serate estive, nel corso delle quali ha potuto essere raccontata nei propri elementi distintivi diventando, per il pubblico, una piacevole compagnia perdurata tanto quanto sono stati i suoi appuntamenti ben distribuiti nel corso di quattro mesi. In occasione dell'incontro conclusivo gli Amici della Musica hanno accolto la giovane pianista giapponese Ayumi Matsumoto, conosciuta per essersi aggiudicata, a soli 21 anni, già prestigiosi premi e titoli nel corso degli studi all'interno del nostro Paese, dove si è qualificata tra le prime cinque migliori allieve dei conservatori italiani. Per gli spettatori mirandolesi la pianista ha vestito il Foyer di grande raffinatezza e professionalità, spiccando anche in capacità interpretative uniche per ogni pezzo; in un garbo quasi certamente derivante anche da una cultura che porta a confrontarsi con una rigida educazione formativa, come quella giapponese, Ayumi Matsumoto ha dato prova delle sue già validissime capacità esibendosi senza spartito musicale in brani di Claude Debussy, Fryderyk Chopin, Franz Liszt e Giuseppe Martucci, segnando un momento di particolare assenso con la Fantasia sull'opera "La forza del destino" di Verdi, compositore italiano che non poteva non essere inserito all'interno del repertorio proposto per l'ultima serata. Il recital di una pianista ventunenne come Matsumoto ha riconfermato la validità del promettente e crescente ambito giovanile all'interno dell'arte, a livello d'insieme in tutte le sue forme; aspetto importante che, dinanzi alla pianista, il pubblico ha saputo riconoscere nel modo necessario, dimostrando l'entusiasmo che l'artista, in seguito alla sua esibizione, si meritava. Gli Amici della Musica di Mirandola hanno così salutato non senza nostalgia un percorso estivo indimenticabile d'intensa attività associativa e sono già in bramosa attesa della prossima estate. Nel frattempo, gli appuntamenti in Auditorium Rita Levi Montalcini di via 29 Maggio, fra cui lo spettacolo Viva le donne dell'Operetta di Domenica 17 settembre e l'evento in onore di Luciano Pavarotti il 29 Ottobre, insieme alle pressoché vicine trasferte al Teatro Filarmonico di Verona a partire da quest'inverno, accosteranno di nuovo le emozioni dell'Associazione e del suo pubblico.


IMG 6850 piccola

In memoria di Luciano Pavarotti, Arena di Verona 6 settembre 2017

GLI AMICI DELLA MUSICA DI MIRANDOLA IN GRANDE TRASFERTA A VERONA PER IL DECIMO ANNIVERSARIO DI LUCIANO PAVAROTTI
di Lisa Menditto

Nel giorno della commemorazione del grande Maestro Luciano Pavarotti, a dieci anni dalla sua scomparsa, l'Associazione Culturale Amici della Musica di Mirandola ha preso parte all'emozionante concerto trasmesso in diretta su Rai 1 dall'Arena di Verona. L'anfiteatro gremito di quindicimila spettatori ha contato ben trecentottanta posti esclusivamente occupati grazie agli Amici della Musica e al loro presidente Milton Marelli, amico di Pavarotti; l'Associazione mirandolese ha infatti omaggiato l'icona più nota della lirica in una trasferta che ha visto impegnare attivamente cinque pullman internamente carichi. Nel corso dell'evento fortemente voluto dalla moglie Nicoletta Mantovani per onorare il tenore più prodigioso del mondo in una giornata così commovente ed evocativa come quella del 6 Settembre, è scontato confermare che il caro Luciano, con il suo immenso amore per la vita e con il posto che occupa nel cuore di ognuno, sia rivissuto in quel contesto messo a punto con il pensiero unicamente rivolto a lui. Tanti sono stati gli amici che con il suo spirito carismatico ha percettibilmente affiancato sul palcoscenico areniano; Placido Domingo e José Carreras in My Way, Zucchero in Così celeste e Miserere, Eros Ramazzotti con Se bastasse una canzone, poi Andrea Griminelli e Fiorella Mannoia in Caruso hanno immaginariamente duettato con il grande Maestro, destando particolare commozione nei momenti in cui, quasi inchinandosi o indicando le sue immagini proiettate in segno di devozione e profondo rispetto, hanno lasciato che la sua voce risuonasse ancora potente ed immortale fra tutto il pubblico. Sul palco anche Giorgia con Imagine, Nek con Ave Maria, Massimo Ranieri e Angela Gheorghiu in Te voglio bene assaje, i violoncellisti 2Cellos in La donna è mobile e O' sole mio, proiettato Il Volo con la soprano Gheorghiu, in collegamento da Los Angeles il regista Ron Howard e Andrea Bocelli da Roma. Hanno poi calcato il palcoscenico Nicola Piovani, cinque giovani cantanti della Fondazione Pavarotti interpreti nel Libiamo ne' lieti calici, e i tenori Vittorio Grigolo e Fabio Armiliato. Ospiti d'eccezione Fabio Fazio, affiancato da Luciano nella conduzione di Sanremo 2000, e Alex Del Piero a testimonianza della squadra preferita del Maestro. Ma è nel corso dell'esibizione del tenore Francesco Meli, con la romanza Una furtiva lagrima da 'Elisir d'amore' di Gaetano Donizetti, che è stata davvero ricordata ed omaggiata nel modo più doveroso la carriera lirica di Luciano Pavarotti, quella intrapresa prima della sua dedizione al 'Pavarotti and Friends' nei suoi ultimi circa quindici anni di vita. Francesco Meli ha dato prova di una professionalità, qualità musicale e requisito vocale tali non solo da poterlo definire il cantante più applaudito e apprezzato dell'intera serata ma anche e soprattutto tali da portare tutti gli spettatori a non avere titubanze su quale intervento abbia realmente costituito e da chi sia stato meglio rappresentato quel poco di lirica di grande valore che lo spettacolo ha offerto. La grandezza di un uomo come Luciano è nel contempo potuta trasparire fra gli aneddoti riportati con semplicità ed ironia dai friends, fra le parole toccanti a lui dedicate e fra proiezioni di video inediti o risveglianti pubblici ricordi; dal suo aiuto ai bambini del Guatemala ad una partita a tennis, la grande generosità, l'umiltà e la spontaneità di Pavarotti hanno dato prova del fatto che il suo lato umano era tanto straordinario quanto il successo che con la sua voce ha raggiunto in ogni parte del mondo. Divino: così Pavarotti è stato definito durante l'evento del 6 Settembre 2017 in Arena di Verona. Sono trascorsi dieci anni dalla sua scomparsa ma quella sera Luciano era lì, sul palco nella sua grandezza eterna. Davanti ad un pubblico ancora emozionato, la voce registrata del Maestro ha pronunciato un commovente "Grazie"; un ringraziamento che riserverà anche agli Amici della Musica di Mirandola e a Milton Marelli domenica 29 Ottobre 2017 presso l'Auditorium 'Rita Levi Montalcini' di via 29 Maggio, dove si terrà l'evento organizzato dall'Associazione in onore di Luciano e della sua carriera lirica. Il concerto includerà la presenza di interpreti di grandissimo valore nonché della prima moglie del tenore, Adua Pavarotti.

2017.09.06 Evento Pavarotti Verona foto ufficiale

Luca Saltini e Lucio Carpani, un duo pianistico per Mirandola Classica Estate il 7 settembre 2017

I MAESTRI LUCIO CARPANI E LUCA SALTINI NEL BIS DI UN CONCERTO CHE HA DATO ULTERIORE SPESSORE ALLA RASSEGNA 'MIRANDOLA CLASSICA - ESTATE'
di Lisa Menditto

Il duo pianistico composto dai Maestri Lucio Carpani e Luca Saltini è tornato Giovedì 7 settembre 2017 ad animare il Foyer del Teatro Nuovo di Mirandola nella realizzazione del bis di un concerto che, lo scorso Agosto, ha coinciso con il principale motore per il forte entusiasmo del numerosissimo pubblico modenese. Un incontro quello di Giovedì il cui programma inizialmente previsto ha dovuto ricorrere a sostituzione e che i due Maestri hanno prontamente salvato; Lucio Carpani e Luca Saltini si sono infatti esibiti nel concerto che ha infine caratterizzato l'identità definitiva del penultimo appuntamento incluso nella rassegna concertistica 'Mirandola Classica - Estate' proposta dagli Amici della Musica. L'altolocato vissuto musicale reso chiaro dalla grande prestazione dei due Maestri, nonché la naturalità che li ha distinti per tutto il concerto nell'esecuzione di brani difficili, ha dato ragione agli spettatori di considerare la propria scelta di assistere fra le più buone per passare piacevolmente una serata piovosa. Il repertorio ha spaziato fra sinfonie d'opera e danze in un viaggio che ha profumato di risanante cultura; da Giuseppe Verdi a Vincenzo Bellini fino a Pietro Mascagni, rispettivamente con il Preludio  da 'La Traviata', la Sinfonia da 'Norma' e l'Intermezzo da 'Cavalleria Rusticana', W. A. Mozart con l'Overture da 'Le Nozze di Figaro' per poi sfociare nella Danza Ungherese no.5 di Johannes Brahms e in una selezione dal Walzer dello stesso compositore. Infine La danza di Gioachino Rossini, la Polka Italienne di Sergej Rachmaninov e la Tarantella di Nicolai Rubinstein. La profonda approvazione del pubblico presente è stata tanto entusiasta e comprensiva di qualche grido a nome di un bis da non aver nulla da invidiare a quella che avrebbero potuto dimostrare tante più persone, risvegliando così nel più piccolo Foyer la stessa grande emozione di Piazza XX Settembre. 

IMG 6830 ridotta

Musicisti mirandolesi per Mirandola Classica Estate, 24 agosto 2017

I QUATTRO MUSICISTI MIRANDOLESI AL GRAZIOSO FOYER DEL TEATRO INNALZANO L’ORGOGLIO D’ESSER FIGLI DELLA CITTA’ DEI PICO
di Lisa Menditto

Fra gli incontri approntati dagli Amici della Musica di Mirandola, contribuenti all’arricchimento culturale della città e simboleggianti l’anima tangibile del Foyer del Teatro Nuovo, non poteva non essere incluso un appuntamento interamente destinato al vanto mirandolese; “Mirandola Classica – Estate 2017”, giunta pressappoco al completamento del suo cammino con altre due conclusive notti da trascorrere tra affabilità e ottima musica, ha pertanto fatto sì che tutta l’attenzione del pubblico venisse concentrata su quattro più che meritevoli musicisti, ciascuno di loro figlio della città dei Pico. Nel corso di una serata di quasi fine estate come quella del 24 Agosto 2017, Francesco Guicciardi, Emiliano Dolce, Maurizio Cavallini e il Maestro Lucio Carpani hanno comprovato la così produttiva capacità mirandolese nel preparare e nel crescere artisti realmente eccellenti; già gli “Amici della Musica” stessi, attraverso il loro programma estivo, hanno e continuano a dimostrare le singolari peculiarità di eventi rari il cui piacere nell’assistervi è così unico ed esclusivo, ovvero unicamente specifico di quegli incontri, da non essere facilmente ritrovabile ovunque. Non a caso, soltanto ai nuovamente numerosi spettatori che hanno preso posto nello splendido Foyer è stato possibile ristorarsi dapprima all’ascolto vivace di un repertorio originale russo per sola fisarmonica e all’udire di brani d’ispirazione popolare come czarde e danze balcaniche, accompagnate dal pianoforte, per poi raccogliersi in un clima più intimo con composizioni musicali come Notturno op.75 di Friedrich Wilhelm Voigt, Villanelle di Paul Dukas, Donato Lovreglio e la Fantasia su “La Traviata” di Giuseppe Verdi, Jacques François Gallay con una Fantasia sull’”Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti e Johann Sobeck su motivi dal “Don Giovanni” di Mozart. Grande professionalità e talento hanno regnato fra la fisarmonica di Francesco Guicciardi, il clarinetto del Pico d’Argento Emiliano Dolce, il corno di Maurizio Cavallini e il pianoforte del Maestro Lucio Carpani; dopo tutto, con un Foyer ospitante un’aura artistica unicamente mirandolese, all’interno di un ambiente luminoso ed in musica in contrasto con la sua città a quell’ora buia e silenziosa non poteva che essere in corso un altro bellissimo e soddisfacente evento firmato “Mirandola Classica Estate”.

IMG 8589

Opera cantata... e suonata, 10 agosto 2017 per Mirandola Classica Estate

IL FASCINO DI UN’OPERA CANTATA E SUONATA PER UNA SPLENDIDA NOTTE DI SAN LORENZO CON GLI “AMICI DELLA MUSICA” DI MIRANDOLA
di Lisa Menditto

Qual più bel modo d’impiegare il desioso clima volteggiante nel ventre della Notte di San Lorenzo, fra le scie luccicanti delle sue perseidi, se non quello di accostare il delicato fascino di un tale fenomeno astronomico all’altrettanto irresistibile udire d’ispiranti motivi musicali? Il Foyer del Teatro Nuovo di Mirandola ha voluto essere l’incarnazione della riprova al fatto che non ci sarebbe stata maniera migliore di quella adottata la sera del 10 Agosto 2017; il grazioso atrio ha alzato il sipario su quello che è divenuto il palcoscenico di rimando per la dolce danza astrale ed ha riposto la direzione del ballo nelle voci della soprano Mariska Bordoni e della mezzosoprano Erica Cortese, dalla finezza ed eleganza tanto vocale quanto comportamentale con la quale hanno saputo conservare, senza complessità, naturalezza ed autenticità interpretativa, nel suono fiabesco dei flauti degli esperti Nicola Silvestre e Marina Zaniboni e nel sempre inappuntabile Maestro Lucio Carpani. Non è stata impresa ardua intuire, sfogliando il programma del concerto, che la serata avrebbe potuto unicamente intraprendere la via della piena riuscita e dell’entusiasta approvazione da parte di un pubblico numerosissimo; Non si dà follia maggiore dall’opera “Il turco in Italia” di Gioacchino Rossini, Va ! Laisse couler mes larmes dal dramma lirico “Werther”, dell’autore operistico francese Jules Massenet, tratto dal romanzo “I dolori del giovane Werther” di Goethe, Andante e rondo op.25 del flautista austriaco Franz Doppler, Eccomi in lieta vista… Oh ! Quante volte da “Capuleti e Montecchi” e Sgombra è la sacra selva da “Norma” del compositore italiano fra i più celebri dell’Ottocento Vincenzo Bellini. La serata ha successivamente proseguito sulle note di una Grande fantasia da concerto per due flauti di Luigi Hugues su motivi da “Ballo in Maschera” di Giuseppe Verdi con accompagnamento di pianoforte, Ah ! Scostati… Smanie implacabili dall’opera “Così fan tutte” dell’austriaco Wolfgang Amadeus Mozart, Je veux vivre da “Romeo et Juliet” del compositore francese Charles Gounod, per poi concludere con una Fantasia su motivi da “Rigoletto” in un duo concertante per due flauti di Franz Doppler con accompagnamento pianistico e Belle nuit, o nuit d’amour, barcarola presente nell’opera “Les Contes d’Hoffman” del padre dell’operetta Jacques Offenbach e composizione utilizzata in La Vita E’ Bella di Roberto Benigni. “Mirandola Classica – Estate 2017” ha innegabilmente ridato testimonianza del grande valore degli appuntamenti proposti, sempre rimarchevoli per i mai inappaganti repertori musicali offerti all’udito e alla libera immaginazione degli spettatori ma anche e soprattutto per l’elevato livello dei musicisti e dei cantanti di ogni evento come Mariska Bordoni, Erica Cortese, Nicola Silvestre, Marina Zaniboni e Lucio Carpani che, nella notte di San Lorenzo, sono stati, in un gioioso e soddisfatto Foyer, altre cinque luminose stelle.

Lisa 1 brillante piccolaLisa 2 corretta piccola

Quattro mani e mille emozioni - 27 luglio 2017

QUATTRO MANI E MILLE EMOZIONI PER UN INCONTRO A REGOLA D’ARTE ORGANIZZATO DAGLI “AMICI DELLA MUSICA” DI MIRANDOLA
di Lisa Menditto

L’assortito programma di “Mirandola Classica – Estate 2017” organizzato dagli Amici della Musica di Mirandola ha promesso grandi cose e, in occasione del secondo incontro di Giovedì 27 Luglio 2017, ne ha dato ampia prova. Con un foyer infervorato da un pubblico cospicuo e tutto meritato, il Teatro Nuovo di Mirandola ha accolto con grande onore due angeli del pianoforte, Lucio Carpani e Francesca Fierro, artisti entrambi dotati di un talento sovrumano. Un duo pianistico che, già dalle prime note, ha donato due ali al Teatro permettendogli di librarsi in una dimensione magica, dissociata da qualsivoglia schema temporale e spaziale poiché profonda oltremodo per essere rinchiusa all’interno delle mura di convenzioni terrene; quattro mani che hanno cullato emozioni e commozione di chi ha avuto il privilegio di offrire un tale piacere alle proprie orecchie. Il repertorio musicale offerto dai due pianisti è stato non meno onorabile: Felix Mendelssohn Bartholdy con l’Ouverture dalla sua composizione “Sogno di una notte di mezz’estate”, rammentante l’omonima commedia shakespeariana; Franz Schubert e l’incantevole Fantasia in fa minore D940 dedicata alla sua amata allieva; Franz Liszt, Rapsodia ungherese no.2, per un finale nel pieno del fervore. Tutti compositori che, se avessero potuto opporsi all’inesorabile termine al quale è impossibile sottrarsi e se avessero dunque potuto essere presenti, avrebbero applaudito con la stessa gioia e con lo stesso soddisfacimento del pubblico. Lucio Carpani e Francesca Fierro hanno combinato umanità e doti in una splendida cornice di umiltà, elemento indispensabile per la più autentica e pura comunicazione di vere emozioni e, in special modo, virtù in dono solo ai veri artisti, i più grandi e i più genuini. A fine concerto, solo visi felici sono usciti dal foyer; ospitalità e affabilità hanno regnato attorno all’offerta di bevande, posta all’entrata, rendendo la serata priva di qualsiasi difetto. Un concerto quello del 27 Luglio 2017 che rimarrà nel cuore di ognuno per molto tempo o, di gran lunga più plausibile per il segno lasciato dall’appagamento emozionale, per sempre.
 2017.07.27 Lisa1

2017.07.27 Lisa2


2017.07.27 Lisa4





Recensione del Trovatore - 4 giugno 2017

di Lisa Menditto

IMGP5805 ridotta per sito
Si apre il sipario con la voce dell'oratore Daniele Rubboli nel pomeriggio domenicale datato 4 Giugno 2017, presso l'Auditorium "Rita Levi Montalcini" di Mirandola. Il compositore italiano Giuseppe Verdi si desta dal sonno eterno con il suo Trovatore e plasma un milieu prestigioso per la selezione in forma di concerto dell'opera organizzata dall'Associazione Culturale "Amici della Musica" di Mirandola, sotto la presidenza del sig. Milton Marelli e la direzione artistica del Maestro Lucio Carpani. Come introduzione degna di nota la regia alza il volume sull'anteprima di due dei brani del nuovo disco realizzato dalle voci del Coro Giovanile "Augusta", progetto di beneficenza per il sisma del centro Italia nel 2016. Viene poi riservato un meritato applauso al notevole clarinettista mirandolese Emiliano Dolce, premiato con il premio "Pico d'Argento" in seguito ad una pregevole esibizione. Procede l'evento sulle note del Trovatore; Daniele Rubboli introduce di volta in volta i quattro atti fungendo da prologo per gli interventi degli interpreti del Conte di Luna (Walter Franceschini, baritono), Leonora (Maria Simona Cianchi, soprano), Azucena (Anna Lucia Nardi, mezzosoprano) e Manrico (Simone Mugnaini, tenore). Il Maestro Lucio Carpani accompagna le loro voci al pianoforte con grande maestria, riuscendo a conferire ancora più spessore e veridicità ai sentimenti dei personaggi, permettendo al pubblico di immedesimarsi completamente nel contesto. Sul palco anche il Coro "Città di Mirandola" e la Corale "G. Rossini" di Modena, diretti dal Maestro Luca Saltini, che eseguono, fra gli altri, il "Miserere", in memoria delle vittime del sisma del 2012. Vengono infine consegnate le borse di studio per le migliori recensioni relative al concorso "Studenti all'Opera" 2017, un'iniziativa che prende vita grazie agli Amici della Musica di Mirandola in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio e l'Arena di Verona. Un pomeriggio all'insegna della musica classica e al vanto del repertorio musicale italiano. Un ringraziamento speciale agli Amici della Musica in quanto associazione frutto di chi non ha mai rinunciato ai propri sogni e di chi vuole dire ai giovani di fare altrettanto.

Un intervista... a Daniele Rubboli

di Lisa Menditto

RUBBOLI

Si è svolta presso la festosa e piacevole
location dell’azienda agricola ‘Hombre’ a Corletto di Modena, nel tardo pomeriggio del 10 Giugno 2017, l'intervista al grande giornalista di professione e presentatore Daniele Rubboli, originario della bassa modenese ma noto intutta Italia come storico dell'Opera Lirica. Facendo risaltare in modo particolare la vita, la carriera e la sua tesi sul teatro musicale, si sono potute ascoltare le parole di un uomo dalla strabiliante cortesia.



La ricerca della strada da perseguire nel corso della propria vita risulta molto spesso difficile. Tuttavia, occasioni casuali possono aiutarci in questa impresa. Qual è stata, a questo proposito, la circostanza che le ha permesso di avere le idee più chiare su ciò che avrebbe voluto fare nella vita?

«E’ verissimo. Purtroppo si capisce molto di più con l’avanzare degli anni mentre invece le scelte della vita si devono fare all’inizio, di solito entro i diciotto e i vent’anni è necessario avere le idee molto chiare. Ci sono poi delle fortune. La mia fortuna è stata la mia famiglia. Mio nonno era un attore importante nelle compagnie filodrammatiche di Modena, anche se tutti gli uomini della mia famiglia sono originari di Ravenna. Mio padre avrebbe fatto una buona carriera come cantante lirico  se non fossi nato io a troncargliela [ride]. Doveva mantenere un figlio ed è diventato poi maestro delle scuole elementari avendo un diploma per questa professione. Mio padre però mi ha coinvolto da subito. Io a cinque anni ero già al Teatro Comunale di Modena, nei posti giusti, cioè dietro le quinte in mezzo ai cantanti. Mi faceva ascoltare i concerti alla radio, mi portava a quelli che ancora lui faceva di quando in quando e quindi io ho incominciato piano piano a respirare quest’aria. All’età di nove anni mi ha creato un’occasione di debutto come presentatore dello spettacolo delle scuole di Finale Emilia, facendomi salire sul palco per la prima volta. Ci sono salito per la prima volta a nove anni… e devo ancora scendere. Ho continuato a presentare spettacoli per ragazzi andando avanti con la scuola. C’è stata poi la grande esperienza con il Liceo Muratori a Modena. Eravamo un gruppo di gente che al sabato guadagnava qualche lira lavorando al ‘Domus’, che oggi è il Teatro Michelangelo. Io presentavo, Caterina Caselli cantava, l’équipe 84 era appena nata, I Nomadi si erano appena formati, c’erano i Marines con Ambra Borelli che ancora vive a Vignola... da qui ho capito che non avrei voluto abbandonare questo tipo di esperienze. Contemporaneamente, siccome a scuola riuscivo a cavarmela molto bene scrivendo, mi è nata l’idea di fare il giornalista. Anche su questo ci ho provato da subito. Ancora prima di finire il liceo ho provato a collaborare con la Gazzetta di Modena, riuscendo a rimanere nel giro fino a quando non sono diventato un professionista. Ho cambiato vari giornali e ho finito la mia carriera a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’».



Oltre a queste quali sono state le sue collaborazioni?

«Ho aperto una dependance della Gazzetta di Modena con la Gazzetta di Ferrara che è nata nel ’69. Le cose non andarono molto bene con quest’ultima e per questo andai via. Ho fatto varie esperienze come freelance e poi mi hanno chiamato, devo ancora capire il perché chiamarono me, a dirigere la pagina regionale dell’Organo Ufficiale della Democrazia Cristiana dell’Emilia Romagna, cioè Il Popolo. Ho diretto la pagina regionale a Bologna per un certo periodo di tempo. Poi, anche per motivi economici, tutti noi periferici siamo andati a Roma e io ho iniziato a lavorare alla sede della città, finché non mi sono stancato perché per me Roma è una città invivibile [ride], quindi sono venuto via e poco dopo è arrivato ‘Tv Sorrisi e Canzoni’».



Vista la tendenza delle nuove generazioni ad apprezzare maggiormente le musiche commerciali, pensa che questo sarà il fattore che porterà alla graduale dispersione dell’opera in futuro? Cosa direbbe ai giovani per fare in modo che la lirica non venga dimenticata?

«Se mi fosse stata fatta questa domanda sei mesi fa sarei stato più preoccupato. Ho raccolto in questi ultimi tempi dei segni positivi di ripresa di attenzione. Ho tentato di invogliare mio nipote universitario di 21 anni a fare delle esperienze quando era piccolo, come il bambino della Butterfly in parecchie edizioni ad esempio. Adesso segue le opere al Teatro Comunale di Bologna, tutti gli anni va all’Arena di Verona, rimanendo comunque sempre informato sul suo genere musicale. Questo significa che quello che è venuto a mancare ai giovani in queste ultime due generazioni è stata l’occasione di sapere che esiste anche l’Opera. Ecco perché apprezzo molto quello che state facendo a Mirandola con gli ‘Amici della Musica’. Non è detto che per forza un giovane si debba innamorare del Teatro d’Opera perché è andato a vedere un’opera... però ci è andato, ha avuto un’occasione che probabilmente gli ha aperto una porta che per lui non esisteva, poiché il bombardamento dell’informazione lo porta su tutt’altri argomenti musicali. Io ho avuto colleghi e amici della mia età che sono venuti da me meravigliati perché d’estate avevano deciso di andare all’Arena di Verona e il giorno dopo la figlia è andata a comprare il disco della Turandot! C’è bisogno che i giovani vengano informati, non possono essere degli indovini. Non si nasce con dentro la passione per l’Opera. Poi ognuno fa le sue scelte. Magari su cento che vengono portati all’Opera solo dieci rimangono colpiti, però portiamoglieli! Tutto questo accade dagli anni ’80 in poi, perché fino a quegli anni non solo c’era un entusiasmo generale ma lo stesso teatro musicale faceva parte della cultura popolare tanto che anche un analfabeta conosceva perfettamente la differenza fra ‘Madama Buttefly’ e ‘Il Trovatore’. Poi con l’avvento di questa televisione che favoriva sempre di più altra musica e con l’inizio della crisi economica si è arrivati alla scomparsa dei Teatri di provincia: parliamo della provincia di Modena dove si facevano piccole ma reali stagioni d’opera a Mirandola, a San Felice sul Panaro, a Finale Emilia, a Sassuolo ecc. Adesso tutto questo è un mondo che è scomparso. Se qualcuno è interessato deve per forza recarsi al Teatro Comunale di Modena per esempio, poiché altrimenti nella provincia non ci sono altre grandi possibilità. Questo ha recato un guaio nelle nuove generazioni di cantanti che si sono ritrovati senza le ‘palestre’… che poi erano ‘palestre doppie’ sia per chi aveva già fatto una carriera ma aveva ancora bisogno di maturare una pensione come cantante, sia per i giovani che trovavano straordinario poter cantare al fianco di persone con venticinque o trent’anni di teatro, perché si poteva solo imparare qualcosa. Questa è una cosa che non riguarda soltanto l’Italia ma tutto il mondo. Io ho conosciuto tantissimi ex-cantanti del Metropolitan che poi facevano le stagioni a sessanta o sessantacinque anni a Macao e per gli organizzatori di Macao erano importanti perché erano tutti nomi che erano stati vent’anni in cartellone al Metropolitan. Così succedeva anche da noi: le prime parti le davano a questi cantanti che erano stati alla Scala o al Comunale di Bologna e intanto i giovani al loro fianco crescevano. Tutto questo mondo è scomparso. Nel nostro Paese in occasione delle sagre si organizzava un’Opera Lirica in piena estate, e anche se era una sola era un’occasione per portare a tutti questo tipo di teatro».







Dove ha frequentato la scuola ai tempi del Liceo?

«Ho avuto una storia vagamente complicata perché fino all’età di nove anni ho vissuto a Modena dove sono nato. Poi i miei genitori, entrambi insegnanti delle scuole elementari, hanno avuto il posto di ruolo in una scuola sperduta in mezzo alle campagne vicino a Massa Finalese, con abbinata e gratuita la casa degli insegnanti, quindi io mi sono trasferito lì finendo le elementari. La scuola media l’ho frequentata a Finale Emilia, essendo la più comoda da dove mi trovavo. Successivamente ho fatto la quarta ginnasio al San Carlo a Modena ma era troppo lontano da casa nonostante avessi dei parenti che mi ospitavano. Ho quindi fatto la quinta ginnasio al Liceo Pico di Mirandola, che raggiungevo più facilmente. Infine i miei genitori hanno lasciato la campagna e hanno deciso di ritornare a Modena dove ho frequentato il Liceo Muratori concludendo gli ultimi tre anni». 



Per quanto riguarda gli ‘Amici della Musica’ di Mirandola, com’è venuto a conoscenza di questa associazione culturale e come è progredito il suo legame nel corso degli anni?

«Le associazioni sono un fenomeno che si sviluppa con gli anni ’60. Anche se non parliamo di un associazionismo così spontaneo e di volontariato come fu nell'Ottocento, crebbe comunque con un entusiasmo tale che negli anni '80  il consorzio che avevano creato a Ferrara, che raccoglieva tutti i Lirica Club d’Italia, ne contava ottocento. Per cui era una presenza importante poiché organizzavano conferenze o concerti utili per promuovere i giovani cantanti e trasferte all’Arena di Verona. Ci sono stati alcuni grossi Club, come il Club Verdi di Rovereto sul Secchia, il più grosso d’Italia che intervistarono anche in televisione e che incominciò a fare i voli charter per il Metropolitan e anche per il Bol’šoj di Mosca. Per cui ci fu per venticinque anni un’attività bellissima che faceva entusiasmare la gente. Ma cos’è successo? E’ successo semplicemente che i presidenti delle associazioni non hanno curato il ricambio e man mano che morivano si spegnevano anche i Club. Io ho visto Club meravigliosi spegnersi e scomparire. E veramente non è una battuta quella di dire che il presidente Milton Marelli degli 'Amici della Musica' di Mirandola è uno degli ultimi sopravvissuti e che è riuscito a mantenere una vivacità in questa sua associazione, cosa che neanche Parma, che a suo tempo aveva addirittura cinque grandissimi Club, ha mantenuto, poiché è morto il presidente dei Parma Lirica che oramai è una sorta di niente in confronto a quello che era stato e alla vivacità della gente. Ogni club si era inventato un premio, li davano ai “divi” con i quali si instauravano amicizie e che venivano seguiti dai membri dei Club quando andavano a cantare. Poi tutta questa vivacità è scomparsa perché sono morti o sono invecchiati e quindi non hanno più avuto la capacità di portare avanti questo fenomeno. Io sono subito entrato in collaborazione e sono stato anche presidente per vari anni di uno dei grossi Club chiamato Frescobaldi di Ferrara che esiste ancora, non so in che condizione, ma esiste ancora [ride]».



Osservando da vicino il costante impegno del presidente Milton Marelli e del direttore artistico Lucio Carpani, quali pensa siano i punti di forza dell’associazione ‘Amici della Musica’ e cosa farebbe per aiutarla maggiormente in futuro?

«Per aiutarla maggiormente non potrei fare niente perché per aiutare queste realtà occorrono dei soldi, io non ne ho per cui…[ride]. Loro sono veramente molto bravi e stanno facendo una cosa che avviene solo in un'altra città italiana, Catanzaro. Promuovono i giovani, che è la cosa più intelligente che si possa fare poiché è inutile essere egoisti... quando siamo morti noi queste cose devono morire con noi? No! Nessuno deve pensare “dopo di me il diluvio”, no. Le cose devono andare avanti e in meglio. Ma tutto questo non potrà accadere se non prepariamo dei giovani.

Quello che sta facendo Mirandola è fantastico ma la “punta di diamante” è proprio questa promozione presso le nuove generazioni».





«Pian piano ci sarà una ripresa» conclude Daniele Rubboli. «Si tratta di un patrimonio culturale nostro che non può essere destinato a finire così».


Foto selezionata ridotta per sito

Gala Natalizio 2016

"Domenica 11 dicembre 2016, ospiti della stagione di concerti della nostra Associazione 'Amici della Musica' di Mirandola sono stati gli interpreti dell'Accademia Kairos di Verona, che hanno proposto un Galà Natalizio, confermando al pubblico mirandolese la capacità di questo gruppo di lavorare con cura, passione e dedizione. Sotto la guida della direttrice M° Paola Fornasari, il cui entusiasmo si sprigiona evidente e si diffonde su tutto il gruppo, sono riusciti ancora una volta a confezionare una proposta musicale elegante e ammaliante".

Ringraziamo del piacevole pomeriggio, affascinante ed elegante, la direttrice Paola Fornasari e tutti gli interpreti: Francesca Murari, Yaqi Liu, Carlotta Bellotto, Mana Yamakawa, Cristina Arsenova, Luisa Allegrini, Keti Muzzolon, Sara Tosoni, Antonio Martinelli, Tiziano Rosati, Emanuele Vignola, Stefano Vangelista e Federico Donadoni. Uno speciale ringraziamento anche a Giovanni Patti e Stefania Cantarelli per la gradita sorpresa in onore del nostro presidente Milton Marelli. Buon Natale a tutti voi da parte della nostra Associazione.

picIMG 5491 
picIMG 5500

picIMG 5504
picIMG 5506